Il Volontariato

Nelle Misericordie i volontari vengono fraternamente chiamati confratelli e consorelle. Come definito dalla nostra carta dei valori il confratello e la consorella di Misericordia «è un valore. Attraverso il suo servizio volontario e gratuito permette alla Misericordia di realizzare le opere».

Durante l’anno di norma vengono organizzati dei corsi o altre attività al fine di preparare nuovi volontari o mantenere alto il livello di efficienza dei confratelli e consorelle che già prestano servizio alla Misericordia. Per il servizio in ambulanza vongono organizzati corsi per soccorritori di livello avanzato. Inoltre i nostri Istruttori tengono corsi di retraining a tutti i volontari già in possesso dell’attestato di soccorritore di livello avanzato come previsto dalla Legge Regionale 25/2001.

Si effettuano anche corsi di aggiornamento per quanto riguarda le norme di comportamento nella guida, sia nel trasporto sanitario che sociale. Altro tipo di corso è per i volontari che effettuano servizi sociali riguardo alle modalità di approccio nei confronti dei pazienti. Il lavoro dei corsi, oltre ai docenti esterni, viene curato con competenza e grande senso di responsabilità dai nostri confratelli Istruttori, che hanno continuato a portare il loro contributo anche presso altre Misericordie della provincia.

LE MOTIVAZIONI DEL VOLONTARIATO Mt 25,40: "tutto quello che avete fatto a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto a me"

Quasi per caso, ma non per caso.

Si può decidere di fare volontariato per tanti motivi:

-non so che cosa fare

-lo fa il mio amico

- mi piace stare assieme con gli altri e far qualcosa

-mi fa pena l'infermiera che lavora con gli anziani: non ha mai pace

-mi fan pena gli anziani della casa di riposo: mi ricordano mio nonno/a

-con gli anziani/malati/poveri ci so fare

-me l'hanno chiesto a bruciapelo e ho detto sì (non ho avuto il coraggio di dirgli di no)

-da quando faccio volontariato la gente mi stima, e mi sento più vivo

-sono innamorato della vita e voglio che sia valorizzata

-devo convincere altri che è bello aiutarsi a vicenda

-comincio a sentirmi utile e amato: sto riscoprendo la mia identità

-sono credente e penso che la proposta di fede deve avere il volto vivo dell' amore e del servizio, non può essere lasciata alle sacrestie o ai cimiteri

Le cose più belle e più grandi della vita incominciano spesso "per caso", per una occasione, a partire da una quotidiana attenzione semplice alle cose. La vita è sempre più grande di quello che ciascuno pensa. Tutto il nostro vivere è interessato a quello che lo circonda, come il nostro corpo sceglie e si adatta, così il nostro cuore ricerca scopre e si lascia conquistare... Solo più tardi interviene la razionalità, la nostra profondità umana a risignificare, a discutere, a chiarire, a soppesare. C'è un momento nell'avventura di servizio di un volontario in cui si decide "per niente"; ci si imbarca in progetti di cui non si conosce la portata e di cui non è chiaro nemmeno il fine. È la forza della vita che prima di essere un atto riflesso è un impulso, una intuizione, è mettersi dalla sua parte senza condizioni, far rispondere il cuore, gli interessi, la voglia di vivere. Tutto questo non nasce a caso: viene da lontano, da un quotidiano essere stati aiutati a crescere, dall'assiduità di tante proposte ed esempi che ci hanno formato, non sempre del tutto capiti e seguiti, dall'esperienza positiva con qualche persona generosa che ha testimoniato la voglia di servire. E la vita che si rigenera. Quindi, primo: essere contenti di ogni motivo che ci ha fatto scegliere di imbarcarci in una esperienza di volontariato.

“BEATI I MISERICORDIOSI PERCHE’ TROVERANNO MISERICORDIA” (Mt 5, 7)

Il volontario è colui che intende mettere al servizio del suo prossimo anziano o malato le proprie energie, il proprio tempo, la ricchezza della propria esperienza ed interiorità. In un certo senso, la prima forma di volontariato la si vive in famiglia, poi con i propri vicini, il proprio quartiere o parrocchia. Per cui la vita può essere capita anche come un servizio continuo di volontariato, quando si ha un cuore aperto, rivolto verso gli altri. Da qualsiasi motivazione si parta, deve iniziare un cammino che aiuti a maturare le proprie motivazioni: un aspetto importante è chiarire le proprie motivazioni, del perché vorrei fare volontariato.

Questo non avviene subito, è un processo che matura con il tempo, solo però se si è attenti e disponibili a questa maturazione! Innanzi tutto, le motivazioni a fare il volontario possono avere diversa natura:

Sociale: sento l'impegno a fare qualcosa per chi è meno fortunato, voglio contribuire a migliorare la società, il mio paese ...

Religiosa: come cristiano avverto che la mia fede deve avere dei risvolti pratici: il volontariato è un' occasione per portare tale fede nella mia vita concreta.

Personale: ho avuto una mia esperienza in famiglia o altrove, con un anziano/malato. Dalla sofferenza di questa esperienza sono uscito più maturo, con un modo di guardare alle cose e a ciò che ha valore diverso. Il volontariato è un modo per mettere l'energia del mio dolore a servizio della solidarietà, o meglio, di far sprigionare dalla sofferenza l'amore.

Compensatoria: in famiglia e sul lavoro non mi sento gratificato. A fare il volontario invece, mi sento qualcuno, preferisco stare alla casa di riposo che in famiglia o altrove proprio per questo.

Esplorativa: cerco qualcosa che non so bene neanch'io cos'è: il volontariato può essere un modo per trovare che cosa cerco?

Esibizionista: alcune persone, concepiscono il volontariato come una moda di protagonismo sociale; oppure come un modo per soddisfare le proprie curiosità sui fatti e i problemi degli altri.

Dalle motivazioni agli obiettivi Tra i tanti motivi che ci possono aver spinto a questa scelta, per ora del tutto provvisoria, ne esistono alcuni che vanno scandagliati e approfonditi, perché stanno dalla parte del tipo di servizio o scelta che è il volontariato. Sono quelli che permettono di guardare dentro le persone e scoprirvi anche la più piccola dimensione della volontà di vivere (e non solo di sopravvivere). Il volontario è un cercatore d'oro, solo che cerca la vita e quando la trova, va, vende tutto quello che ha (è un linguaggio già sentito qualche volta!) e vi si mette al servizio. Fare volontariato è prima di tutto mettersi dalla parte della vita. Non abbiamo bisogno di volontari senza gioia o senza speranza, non ci bastano credenti impegnati e critici, abbiamo bisogno di gente entusiasta, di cristiani contenti, di compagni "amici". L'impegno di volontariato sicuramente si deve poi tradurre in programmi, ha degli orari delle mete degli interventi precisi e specializzati, delle attività di servizio, di animazione, culturali, religiose da proporre, ma la scelta di fondo, da non mai mettere in dubbio è questa: fare volontariato è aiutare a rendere più intensa la vita del! 'altro, per il volontario cristiano poi, ancora più oltre, fare volontariato è aiutare a rendere più intensa la vita dell'altro fino ad aiutarlo a incontrarne il Signore, Colui che dà speranza e luce anche agli anni della "terza età". La chiarezza di un obiettivo generale oltre a dare ampio respiro alle nostre pur importanti motivazioni, permette di non operare selezioni precostituite su coloro cui vogliamo dedicare il nostro tempo.